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Bilancia, questa settimana ho tre parole per voi: fiducia nella rabbia. La
psicoanalista Luce Irigaray dice che dobbiamo riappropriarci della nostra
rabbia, forse perché trattenerla, come diceva il Buddha, equivale a trattenere un
carbone ardente con l’intento di gettarlo a qualcun altro: siamo noi a
scottarci. O per dirla con le parole di una giornalista americana, trattenere
la rabbia provoca solo muscoli tesi, un gran mal di testa e una mascella
dolente per il digrignare dei denti. Insomma, sembra proprio che arrabbiarsi
sia un pregio. Bè, non la metterei proprio in questi termini, perché la rabbia
è, appunto, in carbone ardente, e c’è sempre il rischio di scottarsi, ma
sicuramente riconoscerla e liberarsene è cosa buona e giusta. Quindi che si fa?
Si ascolta e si impara a rilasciarla in maniera opportuna incanalandola in un modo
sano ed efficace di marcare i propri confini. Fiducia nella rabbia dunque,
perché essa è uno specchio in cui vedere se stessi molto chiaramente, giacché la
statura di una persona è misurabile proprio dalle cose per le quali si
arrabbia.
Esercizio: leggete Malefica, di Maura
Gancitano.
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