Subito dopo una lettura, il poeta Robert Creeley si è sentito chiedere da un suo studente: “Ma si tratta di una vera poesia o se l’è appena inventata?”. Quanta ingenuità si cela dietro questa semplice domanda e quanti indizi! Cosa significava, per questo studente, una poesia vera, non ci è dato saperlo, ma io credo ritenesse vere quelle poesie scritte nei libri, certificate come poesie. Perché ormai tutto è vero solo se qualcuno ci conferma che lo è, persino la poesia, e così perdiamo in un colpo solo sia la capacità di discriminazione che il senso dell’arte. Abbiamo sempre più bisogno che qualcuno ci dica se una cosa ha valore o meno, se è reale o immaginaria, non siamo più in grado di giudicare autonomamente. Cari Pesci, vi invito ad affinare la vostra capacità di discernimento e la fiducia nel vostro giudizio e, in ogni caso, a controllare sempre le fonti.
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