“Seppellire” – dice Gionata Agliati
– “è un verbo radioso, perché sinonimo di interrare, solo che lo si associa ai
cadaveri, e quindi spaventa un po’, e questo ci rende il verbo antipatico, poco
utilizzato. Ma anche un seme può essere seppellito, e solo se seppellito può
assumere un'altra forma.” Possiamo seppellire per nascondere o seppellire per
custodire e far crescere. Le cose sepolte, al buio, macerano e si trasformano. Se
in mostri o in piante, dipende dall’intenzione con cui le ‘interriamo’: è per
nasconderle, tentare addirittura di distruggerle, o per lasciarle andare sperando
che producano nuovi frutti? Cari Cancro, il terreno è fertile, assicuratevi di ‘seppellire’
adeguatamente, perché la natura (e l’inconscio) non fa differenza tra rose ed
erbacce, e si prende cura di tutto ciò che gli date; l’inconscio coltiva indifferentemente
piante officinali o infestanti. Il vostro compito, dunque, è selezionare i semi
(intenzioni, pensieri, desideri etc.) che volete consegnargli.

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