Scrive: Delphine de Vigan: “A
volte è meglio rimanere così, nel proprio guscio, chiusi in sé stessi. Perché
basta uno sguardo per vacillare, basta che qualcuno tenda la mano perché
immediatamente si avverta quanto si è fragili e vulnerabili, perché tutto
crolli come una piramide di fiammiferi.” La domanda è: per quanto tempo si
può rimanere chiusi nel proprio guscio nel tentativo (fallimentare) di
difendere le proprie fragilità? E soprattutto: ne vale veramente la pena? Cari Leone,
tutti abbiamo paura di renderci vulnerabili, chi dice di no sta solo bluffando
con sé stesso. Eppure, solo rendendosi vulnerabili, correndo un rischio, ci si
dà la possibilità di provare qualcosa che valga davvero la pena. E si onora la
vita.

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