
La rubrica settimanale di Astri & DisAstri ovvero l'oroscopo che non è un oroscopo

Eh lo so... neanche questa settimana... ma se non finisco l'annuale, non posso mettermi a fare il settimanale e la situazione langue... troppe cose da fare...

...ma questo è come sto...
Mi dispiace sto ancora lavorando sull'oroscopo annuale...
per cui anche questa settimana niente oroscopo settimanale...! E come se non
bastasse ieri ho pensato bene di cadere dalle scale a teatro e ho una bella
distorsione alla caviglia... quindi oggi l'ho passato sul divano con la gamba
in alto... e niente… ‘sto periodo va così. Ma d'altronde,
considerando che l'ultima volta che sono caduta da un gradino mi sono
rotta tutti e due i piedi, le stampelle le considero comunque un successo!
Abbiate fede presto arriverà l'oroscopo annuale❤️
Nel frattempo potete sempre farvi due risate rileggendo i grandi classici…
Io credo nella Magia. Credo che la vita sia costellata di momenti magici, piccoli attimi preziosi (che spesso sfuggono alla nostra attenzione), e credo che la magia sia il risultato della nostra capacità di vedere la Bellezza.
Come alcuni di voi sanno, a settembre mio padre si è sentito male, e abbiamo passato una notte in pronto soccorso, preparandoci al peggio. Potrei raccontarvi tante cose di quella notte. Potrei ridurre quelle ore interminabili alla paura e all’angoscia che inevitabilmente accompagnano questo tipo di esperienze. Eppure, non ho voluto lasciare che un’intera notte, fatta di mille piccoli incredibili eventi, venisse appiattita in un unico accadimento, per quanto terribile. Per questo ho scelto di ricordare di quella sera tanto altro: la presenza rassicurante dei miei fratelli, la gentilezza del personale del pronto soccorso, la pratica spirituale di quando la vita di mette di fronte a questo genere di prove; un gruppo di ragazzi accorsi in ospedale, di notte, per sostenere un amico, il sapore della cioccolata calda della macchinetta (conforto indicibile in quella notte surreale) e tanto, tanto altro, compresi, certamente, il dolore e la paura. Ma non solo il dolore e la paura.
La bellezza è ovunque, pervade il tessuto della realtà, dobbiamo solo saperla vedere… volerla vedere, anche solo la bellezza di una giovane infermiera che alle due di notte dice che della vita non conta la lunghezza ma larghezza, come la si vive.
Ed è la capacità di cogliere quella bellezza che può davvero trasformare le nostre vite.
Siamo tutti in cerca della felicita ma la felicità è un battito di ciglia, ora c'è… ora non c'è più. È qualcosa di fragile, e più che ormeggio in un porto sicuro, è orizzonte verso cui tendere. E il faro, ciò che ci orienta in direzione della felicità, è proprio la Bellezza, la ricerca di quei momenti perfetti di cui ogni giorno è costellato, e che, come le briciole di Pollicino, indicano il sentiero per giungere ai frammenti di felicità che possono trasformare l’ordinario, di giornate che sembrano ripetersi sempre uguali, in straordinario.
Questa magia, questa bellezza vanno
di pari passo con l’amore. L’amore è ciò che ci consente di cogliere la bellezza.
Solo amando, nel senso più largo del termine, possiamo afferrare la bellezza. E
solo vedendo la bellezza possiamo percepire l’Amore. Si può amare in tanti
modi, ma alla fine della fiera l’amore è sempre lo stesso: un senso di stupore
e meraviglia, uno stato di Grazia che ci permette di ravvisare il bello nascosto
tra le pieghe della quotidianità.
Quante volte ci fermiamo a farlo?
Quante giornate scivolano via
senza che noi ci si prenda un momento per fotografare mentalmente un attimo di
bellezza di quel giorno che non tornerà mai più?
Nel 2025 io e tre anime belle abbiamo deciso di portare avanti un progetto che si chiama 365 e che prevedeva di scattare una foto al giorno (senza alcuna pretesa di artisticità) che cogliesse di quella giornata il senso profondo o un attimo di bellezza, proprio per ricordare a noi stesse che ogni giorno porta con sé un frammento di meraviglia che vale la pena soffermarsi a osservare. Non sempre è stato facile, e personalmente non sempre ci sono riuscita, ma per ogni giorno in cui ho fallito ce n'è stato un altro in cui ho avuto successo, e quel giorno è custodito dentro di me come un gioiello prezioso. Sarà forse per questo che il 2025 è stato un anno così intenso e così bello, seppur complesso e pieno di inciampi. Perché sono riuscita, grazie a questo progetto, a ritrovare la magia.
Erich Fromm dice che l'amore è un'arte e come tutte le arti va praticato; la maggior parte delle persone pensa, invece, all'amore come a qualcosa di passivo, che ti accade: ti accade se incontri l’uomo giusto, la donna giusta, la situazione giusta. Invece l'amore è qualcosa di attivo, che dobbiamo esercitare e, soprattutto, che dobbiamo scegliere.
Miei cari e mie care, in questo
anno appena iniziato, io vi invito a praticare l’amore, come un’arte, tramite
la ricerca della bellezza, perché la bellezza suscita sempre un sentimento
d’amore… allora forse, in questo 2026, vale la pena prendersi un attimo durante
la giornata per concedersi una briciola d'amore… perché, se è vero che la felicità
è fragile, quello che fragile non è, è proprio l'amore che, se coltivato, è un
terreno solido, una barra in mezzo al mare in tempesta.
Ma non deve essere dato per
scontato.
Deve essere nutrito. Costantemente.
Nel bello e nel cattivo tempo.
Perché la felicità non può essere
qualcosa di così irrisorio da essere lasciata al caso. Dunque, vi prego,
coltivate l’amore osservando la bellezza che vi circonda. E che vi abita.
E onoratela. Sempre.
E fate di questo anno la vostra
opera d’arte.
G.
Ps.: Qualcuno ha detto: Dove non puoi amare non soffermarti. Io vi dico: dove trovate l’amore, e la Bellezza, soffermatevi. Che il 2026 vi insegni a perseguire la Bellezza, trovare l’Amore e ripristinare la Magia nella vostra vita.
E ricordate: il Viaggio
dell'Eroe è sempre doloroso e difficile, pieno di lacrime e di ostacoli ma ne vale
sempre la pena perché il premio finale è il Sacro Graal, e merita tutti i
sacrifici, i dolori e i rischi che si sono corsi.
Pps. So che vi aspettate l’oroscopo
2026. Ci sto lavorando. Arriverà.
NB. Per chi fosse interessato a seguire il progetto 365 l'anno che verrà, cliccate sul link per andare alla pagina di Instagram. Ogni giorno tutte e quattro posteremo la foto di quel giorno dell'anno prima.
Anche quest'anno sta volgendo al termine e, come messaggio di fine anno, che abitualmente mi piace lasciarvi, quest'anno voglio partire dalle parole che Agatha Christie (un Sagittario impenitente) utilizza per descriversi nella sua autobiografia:
“Mi svegliavo sempre pervasa da un sentimento che dovrebbe essere connaturato a tutti noi, la gioia di essere al mondo. Non ne ero consapevole, naturalmente, non in questi termini almeno, ma il fatto è che c'ero, che ero viva, che aprivo gli occhi e davanti a me avevo un altro giorno, un altro passo del cammino verso l'ignoto. Quel viaggio entusiasmante che è la vita, entusiasmante perché è la nostra vita, anche se, come vita, non è affatto entusiasmante. Uno dei grandi segreti dell'esistenza è proprio questo: sapere apprezzare la vita che ci è stata data. Non è detto che ogni giorno sia gradevole. Dopo il primo impulso interno, traducibile in «Un'altro giorno, che bellezza!» ci si ricorda che alle dieci e trenta ci aspetta il dentista e l'entusiasmo si affloscia. Ma la prima sensazione gioiosa del risveglio, quella c'è stata, e servirà a darci forza. Ovviamente, molto dipende dal temperamento. Alcuni hanno una predisposizione alla felicità, altri sono naturalmente malinconici. È così e non c'è niente da fare. Chi è felice continua a esserlo finché non interviene qualcosa a renderlo infelice, mentre chi è triste cambia solo se qualcosa lo distrae dalla tristezza. Il che significa che anche chi è allegro può essere triste e viceversa. Comunque, se potessi fare a un neonato il dono che preferisco, gli regalerei una disposizione felice verso la vita.”
Questa predisposizione alla felicità in astrologia è facilmente riconducibile al nostro segno di appartenenza, tuttavia, come spesso vi ricordo, il nostro tema natale non è qualcosa di immutabile ma un potenziale con cui possiamo sempre elevarci (anzi con cui dovremmo elevarci). Per questo, vi invito a non utilizzare l'astrologia come “scusa” per i vostri limiti ma a farne strumento per andare alla ricerca di quell'entusiasmo di esserci, di essere vivi, di cui parla Agatha Christie. Perché, come ci ricorda Giordano Bruno: “Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell'illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco.”
Allora, cercate qualcuno che vi veda anche quando vorreste sparire, lasciate al silenzio il privilegio di insinuarsi dentro di voi e ricordate che potete inseguire tutto se lo fate con qualcuno che corre con voi e non dietro di voi.
Come ha scritto Michelangelo. “Non ha l'ottimo artista alcun concetto c'un marmo solo in sé non circonscriva col suo superchio,” volendo esprimere il concetto che l'artista non crea un'idea dal nulla, ma libera la forma perfetta già contenuta nel materiale grezzo. La Bellezza, come l’opera d’arte, è già lì, dobbiamo solo togliere il superfluo: i nostri dubbi, le nostre paure, le nostre inutili esitazioni.
Miei cari e mie care, la vita è breve. La vita è bellissima e breve. Ne abbiamo una soltanto. Vivetela con uno scopo.
E non perdete la speranza, perché senza volerlo le tenebre avanzano sempre verso il bagliore della bellezza.
Vi auguro un buon passaggio. G.
Storiella zen:
Ad un contadino era fuggito via il cavallo. "Che sfortuna!", dissero i suoi amici.
"Può darsi", rispose l'uomo.
Qualche giorno dopo il cavallo ritornò insieme ad un altro cavallo ancora più bello e robusto. "Che fortuna!", esclamarono gli amici.
"Può darsi", replicò il contadino.
Il giorno dopo, suo figlio cercando di cavalcare il cavallo selvatico cadde e si ruppe una gamba. "Che disgrazia!", commentarono gli amici.
"Può darsi", rispose il contadino.
Una settimana più tardi, tutti i giovani maschi del paese, tranne il figlio con la gamba rotta, furono mandati a combattere in una guerra sanguinosa. "Come tutto si è volto al meglio", dissero meravigliati gli amici.
"Può darsi", disse il contadino.
Il solstizio d'inverno reca la
vittoria della luce sul buio, un atto della natura che ogni anno ci ricorda la
ciclicità di tutte le cose, e la speranza certa che ogni notte spaventosa si
concluderà sempre con l’aurora. Perché tutto ha una fine, anche lo spaventoso
inverno del nostro cuore terminerà. Cari Ariete, mentre aspettate che la luce,
che già sta prendendo il suo vantaggio, si manifesti più sfacciatamente,
celebrate questo solstizio prendendovi cura del vostro ‘focolare’, ovunque (o
chiunque) esso sia.
Parlando dell'inverno, scrive Ruth
Stout: “C’è una riservatezza che non ti dà nessun’altra stagione. In
primavera, estate e autunno le persone vivono una sorta di stagione aperta, gli
uni accanto agli altri; solo in inverno si possono avere momenti più lunghi e
tranquilli in cui gustare l’appartenenza a sé stessi.” Cari Toro, celebrate
il solstizio d'inverno reimparando come appartenere a voi stessi.
Il solstizio d'inverno segna la
vittoria della luce sul buio, luce che gradualmente prenderà il sopravvento
fino all'estate. Ma ci sono due tipi di luce – scrive James Thurber – la luce
che illumina, e il bagliore che oscura. Cari Gemelli, celebrare questo
solstizio facendo attenzione a che la vostra luce illumini e non oscuri.
Charles Dickens dice che anche
una quisquilia è sufficiente a turbare la serenità dei nostri fragili stati
d'animo! Quanto è vero. Quando si tratta di emozioni, siamo tutti bambini in
preda ai nostri fragili stati d’animo. Cari Cancro, in onore di questo solstizio
d’inverno, festeggiate quello che Virginia Woolf chiama “lo spirito del
ritrovarsi”, la convivialità senza fronzoli, la presenza dei fiocchi di
neve, quella delle mura spesse, tenendo in mano un bicchiere di vino per un
paio d’ore di assoluta serenità.
La semplicità dell’inverno –
scrive John Burroughs – ha una profonda morale. Il ritorno della natura,
dopo una stagione di splendore e prodigalità, alle abitudini semplici ed
austere. E noi tutti abbiamo bisogno ciclicamente di abbandonare la
prodigalità e ritornare ad abitudini semplici ed austere. Come diceva
Ungaretti, l'inverno è un seme e l'animo ha bisogno del lavoro nascosto di
questa stagione. Cari Leone, celebrate il solstizio d’inverno abbracciando la
moderazione e la sobrietà. Salvate la delicatezza del poco e del niente, perché,
come dice Mariangela Gualtieri, da quel niente nasce ogni frutto. Da quel
niente tutto viene.
Guarda la neve che imbianca
tutto il Soratte e gli alberi che gemono al suo peso, i fiumi rappresi nella
morsa del gelo. Sciogli questo freddo, Taliarco, e aggiungi legna al focolare;
poi versa vino vecchio da un’anfora sabina. Lascia il resto agli dèi. (Orazio)
Cari Vergine, celebrare il solstizio inverno riconoscendo il vostro potere di
fare, e lasciando il resto agli dèi.