È opinione comune che fragile sia il contrario di forte eppure, come insegnano anche alcune rivoluzioni, non è sempre il fragile a perdere. La fragilità può dare grandezza all’ispirazione di un poeta, come può essere leva di una forza creativa e rivoluzionaria purché non si trasformi in rassegnazione e accidia. La fragilità aiuta a scoprire davvero chi siamo. Ci porta dentro l'Io ma non nell'indifferenza, quanto nella condivisione. Scrive Antonio Galdo: Il fragile sono Io, certo, ma siamo anche Noi, e quindi se ci riconosciamo è più facile anche stare insieme, avanzare insieme. E se riconosciamo il valore della fragilità allora si tratta di non sprecarla e semmai di valorizzarla. Cari Leone, il primo passo che vi invito a fare è la rivalutazione dei vostri aspetti vulnerabili, senza più nasconderli o tentando goffamente di rimuoverli, ma semmai mostrandoli con calore e con empatia. “Quella timidezza che diventa rossore, quello stare zitti per la preoccupazione di dire cose inopportune, possono diventare l’impasto di una virtù rara e preziosa: la discrezione. Possono fornirvi di un carattere, di una personalità. E la vostra fragilità, una volta mostrata con apertura verso gli altri, vi mostra più teneri, più spontanei e perfino più divertenti. Inoltre, in questo modo, riconoscendo il diritto di sbagliare, riuscirete a sottrarvi al continuo giudizio degli altri, e anche al vostro altrettanto ossessivo auto-giudizio. Il secondo passo è verso l’esterno: rivelare agli altri, a partire dalle persone che amate, le vostre insicurezze, le vostre paure e le emozioni che vi legano in unico fascio di fragilità. Non c’è bisogno di esibizionismi e di forzature, la vostra fragilità va mostrata con delicatezza e con gradualità E aiuterà gli altri a immedesimarsi nelle vostre debolezze e a condividerle. In una misteriosa catena di relazioni e di affetti.”

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