Ognuno di noi ha le sue ferite, nessuno è esente, eppure conosco tantissime persone che ritengono di stare bene, di non aver bisogno di aiuto e questo perché, per lo più, riescono a zittire quella parte di loro sofferente, sanno come tenerla a bada, e lo fanno così bene che, a un certo punto, forse si convincono davvero che quella parte non esista. Procedono nella vita con un’apparente, quanto precaria, sensazione di sicurezza che li induce a credere che tutto sommato il modesto livello di soddisfazione raggiunto sia quanto di più auspicabile possibile. E così procedono, a volte per sempre. Quando qualcuno viene da me con un grande dolore io penso: che fortuna! Che dono incredibile ha ricevuto questa persona. Certo, è un dono ‘spiacevole’ ma pur sempre un dono perché qualcosa l’ha distolto da quel ‘binario morto’ che è una vita senza domande. E la sofferenza presente funge da eco e richiamo per le ferite passate che, per quanto noi ci si sforzi di ignorare, sono sempre lì e da dove si trovano pulsano incessantemente, per quanto si tenti di attutirne il rumore. Naturalmente le persone che soffrono, questa fortuna non la vedono e continuano a ripetere che ‘stavano tanto bene prima’, ma questo perché non sono ancora consapevoli che ‘prima’ una gran parte della loro energia era impegnata nel tentativo costante di cercare di nascondere la verità, di silenziare tutte le ferite che si portano dentro. Quando noi dobbiamo, quotidianamente, imbavagliare più e più voci che si lamentano nel profondo del nostro essere, ci resta ben poca energia a disposizione per fare altro. Ed ecco allora che andiamo avanti meccanicamente, seguendo il flusso, senza prendere mai una vera decisione, forse, è vero, senza provare grande sofferenza ma senza provare neanche mai, o molto raramente, una vera gioia. Cari Ariete, mettete a frutto questo tempo di sole e di caldo per smettere di negare le ferite e darvi la possibilità di guarirle, portandole alla luce del sole, una volta per tutte. Non vi nascondete più, venite allo scoperto.
Il libro consigliato per voi da portare in vacanza è: Stavo soffrendo ma mi hai interrotto, di Maurizio Sbordoni.
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