Ah la famiglia! Questo contenitore tanto prezioso quanto complicato. La famiglia, coacervo di tutti i problemi e di tutte le soluzioni. Da lì partiamo e, come tutte le partenze, definisce il viaggio. Immaginate che qualcuno vi chieda quanto ci vuole ad arrivare a Parigi e se è difficile da raggiungere. Rispondereste: dipende, da dove parti? Se parti da Melun, a pochi chilometri da Parigi non sarà un lungo viaggio ma dipende sempre da come ci vai, se vuoi andarci a piedi sicuramente uno o due problemini potresti incontrarli! Ma certamente sempre meno che se parti dalla Nuova Zelanda, che pure è più lontana ma meglio servita dai mezzi di trasporto di un paesino dell’Alaska! Insomma il luogo da cui partite e il modo che scegliete per arrivare dove volete arrivare (e che non è detto che possiate sempre sceglierlo) determinano il viaggio che farete. Questa è la famiglia. A volte il viaggio è più faticoso o parte con più difficoltà, ciò non significa necessariamente che sia peggiore; forse vi trovate a dover attraversare il deserto del Sahara per arrivare dove volete e correte dei rischi, anche seri, rischi di vita, ma è possibile che incontriate avventure straordinarie anche, che vi ritroviate a prendere un tè con i tuareg. Voglio dire che la facilità del viaggio non ne presagisce il valore e che quindi è inutile giudicare la famiglia da cui si proviene. Piuttosto dovremmo giudicare (nel senso di valutare) ciò che abbiamo fatto noi con quello che ci è stato dato in partenza, poco o tanto che sia. Siamo partiti su un Ferrari col serbatoio pieno e abbiamo corso così tanto da arrivare senza neanche accorgercene e senza goderci il paesaggio e forse neanche la corsa? O siamo partiti a piedi, vestiti di stracci, e lungo il tragitto abbiamo avuto l’ardire e il privilegio di raccogliere fiori di campo e parlare con gli sconosciuti riempendo poco alla volta il nostro misero sacco di ricordi ed esperienze preziose? O forse ci siamo solo lamentati tutto il tempo che se avessimo avuto una Ferrari allora sì che ci saremmo goduti il viaggio! Miei cari Bilancia, la famiglia determina, ma solo in parte, ciò che siamo e ciò che diventeremo. Nel bene e nel male ci definisce, o per somiglianza o per presa di distanza. Ma oltre questo, oltre l’impronta fondamentale che ereditiamo, abbiamo la libertà e il potere di decidere dove vogliamo andare, come vogliamo inserirci all’interno della società e, soprattutto come amare. Vi invito a riflettere su tutto ciò mentre, meritatamente, vi godrete questo mese estivo magari con i piedi nell’acqua. Non rinnegate il posto da cui venite ma fate del vostro meglio per allontanarvene. Solo alla fine del viaggio potrete decidere se farvi ritorno oppure no.
Il libro consigliato per voi da portare in vacanza è: Il bar delle grandi speranze, di J. R. Moehringer.
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