Nella tradizione buddhista esiste il koan, una breve frase, domanda o risposta di natura paradossale o enigmatica, basata sugli aneddoti tramandati dai maestri zen. Il koan non è un indovinello né un problema da risolvere ma un invito ad osservare la realtà nel qui e ora e ci richiede di superare le abituali modalità di pensiero e ragionamento. Ci esorta ad andare oltre la ragione per comprendere che la realtà non può essere catturata e condensata in una definizione. Tramite la sua natura paradossale o imperscrutabile, possiamo semplicemente osservare il mondo senza rincorrere risposte o definizioni. Ecco il vostro: Un monaco chiese a Chao-chou: “Sono entrato proprio ora in questo monastero. Chiedo al patriarca di espormi la dottrina.” Chao-chou rispose: “Hai già mangiato il tuo riso bollito?” Il monaco disse: “L’ho già mangiato.” Chao-chou disse: “Allora va’ a lavare la ciotola.” Cari Leone, siete certi di dove state cercando la grandezza? Una piccola porta può dare accesso ad un castello, e i gesti più ordinari possono portare l’illuminazione.

Nessun commento:
Posta un commento