Schopenhauer sosteneva che la
vita umana gira eternamente attorno all’asse del bisogno e del soddisfacimento.
Siamo contenti del soddisfacimento? Solo brevemente. Quasi subito si insedia la
noia e, ancora una volta, siamo rimessi in movimento per sfuggire ai terrori
della noia. Che c’è di terribile della noia, perché ci affrettiamo a
dissiparla? Perché è uno stato privo di svago che rivela sgradevoli verità
sottese all’esistenza: la nostra futilità, la nostra esistenza insignificante,
il nostro inesorabile progredire verso il deterioramento e la morte. Certo,
vista così è abbastanza deprimente eppure proviamo a sostituire noia con pace
dell’anima e a immaginare che invece di venire a contatto con l’inutilità della
nostra esistenza noi si possa toccare la preziosità di quest’ultima e
l’infinità di possibilità che abbiamo di fronte prima del ‘deterioramento e la morte’. Allora, forse, non fuggiremmo più dalla
‘noia’ ma ne godremmo come di un momento in cui poter cogliere e riflettere sui
grandi significati dell’esistenza e su quello che ne vogliamo fare, piuttosto
che dissiparla in una continua corsa contro il tempo priva di significato. Cari
Gemelli, fermatevi e date un senso. All’inizio fa paura, poi no.
Esercizio:
dedicate tutta la settimana 7 minuti per stare seduti fermi senza fare niente.
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