Nelle
foreste della notte,
Quale
fu l'immortale mano o l'occhio
Ch'ebbe
la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?
(…)
Mentre gli astri giù scagliaron le lance
e
il paradiso riempivan di pianti,
Egli
sorrise alla sua creazione?
Colui
che l'Agnello creò, creò anche te?
Tigre!
Tigre! Divampante fulgore
Nelle
foreste della notte,
Quale
mano o occhio immortale osò formare la tua agghiacciante simmetria?”
William Blake
In questa poesia Blake si
interroga sull'identità dell'artefice di un simile concentrato di bellezza e
orrore: la tigre. Vista come una creatura oscura, quasi demoniaca, il poeta la paragona
all’agnello, simbolo di innocenza e di purezza, ma entrambi frutto dello stesso
creatore. Egli approda alla conclusione che la creazione della Tigre è un atto
volontario e deliberato, e che il principio del male e del bene hanno la stessa
origine. Questi versi ci fanno comprendere che vi sono alcuni concetti - come
la natura del male - che sono impenetrabili e sfuggono alla comprensione umana
– ma che tuttavia sono, necessari. Cari Gemelli, accogliete la vostra natura
oscura tanto quanto quella luminosa, sono entrambe parti di voi e a voi sta
decidere, con un atto volontario e
deliberato, se interpretare la Tigre o l’Agnello.

Nessun commento:
Posta un commento