Scrive Clarisa Pinkola Estés: “Fa sempre male troncare con la dipendenza dall’autodistruzione. Nessuno sa perché. Pensereste che la persona catturata dovrebbe sentirsi sollevata dopo aver svoltato l’angolo. Pensereste che si senta salvata al momento giusto, che tenda a rallegrarsi. E invece no: digrigna i denti e scopre di essere lei a fare quel rumore. Si sente sanguinare, sebbene non si veda neanche una goccia di sangue. Eppure questa sofferenza, questa separazione, questo “non avere un piede su cui poggiare”, per così dire, questo non avere una casa cui tornare, tutto ciò è quanto è assolutamente necessario per ricominciare daccapo, per tornare alla vita fatta a mano, modellata da noi giorno per giorno, con cura e attenzione.” Cari Leone, tornate alla vita modellandola, giorno per giorno, con cura, attenzione e la pazienza di accettare le ricadute.
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