Questa settimana ho avuto una brutta influenza (in effetti
ancora ce l’ho) ed ero sicura di non riuscire a fare l’oroscopo, e ho pensato
che mi avreste cazziato di brutto, visto la latitanza degli ultimi tempi! Sembra
fatto a posta, ogni settimana ce n’è una! Poi sabato mattina mi sono svegliata che stavo un po' meglio
e ho pensato: che bello è avere qualcuno che ti cazzia perché è impaziente di
leggere ciò che scrivi? In effetti è un dono… fossero pure solo 4 gatti che mi
leggono, quei 4 gatti meritano che io li ricambi. Quindi, miei cari 4 gatti,
questo è il mio dono per voi (non siate esigenti, ricordatevi che sto a letto
coll’influenza!)

La parola
calma ha diverse origini una delle quali è il greco kàuma o kàluma,
col significato di ‘ardore, calura o vampa’, perché le grandi calme sono per lo
più accompagnate da un eccessivo calore atmosferico, o perché in origine
significava il silenzio dei campi nelle ore più calde dell’estate. Citando il
sito unaparolaalgiorno.it: “Al sentimento di calma si arriva dalla
situazione di calma; e se ci viene chiesto di pensare a una situazione di calma
le immagini che ci possono venire in mente sono un'infinità: l'amaca
ondeggiante e il libro sul petto, i piedi nel torrente con le chiome degli
alberi che si stagliano frastagliate sul cielo, l'ufficio deserto. Situazioni
in cui poco si muove, e c'è silenzio, al massimo amichevoli rumori di fondo. Ma
nessuna situazione è ineluttabilmente calma come quella della calura ardente -
giusto quella di cui ci parla l'etimo. Pensiamo alle tre di pomeriggio del
giorno di fine luglio, quando dall'interno del bar osserviamo la piazza immota
nel riverbero di pietra e asfalto; pensiamo alla vista di un paesaggio di
campagna abbacinante, dove non c'è rumore oltre al frinire delle cicale, dove
l'unica energia espressa è quella del cielo rovente; pensiamo alla barca
sull'acqua, stretta fra sole cocente e mare, senza un filo di vento che muova
la vela o increspi le onde. Anzi, giusto quest'ultima immagine è alla base
della calma nel significato di bonaccia, di assenza di vento, di immobilità del
mare.
Da
qui, dal carattere di queste situazioni, emerge la calma interiore, uno stato
di quiete in cui proprio perché nulla si muove tutto è sotto controllo, sereno
come un cielo dipinto. Si pregusta la calma che ispira il camino scoppiettante,
dopo il lungo sforzo ci ritroviamo spossati ma in uno stato di completa calma…
e calma, gli antipasti stanno per essere serviti.” Cari Toro, fate dei respiri
profondi, cercate dentro di voi immagini di pace e praticate la calma perché…
gli antipasti stanno per essere serviti!
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