L’oroscopo di questa settimana è una rielaborazione de Il
Mistero dei Tarocchi, di Gian Piero Alloisio e Tonino Conte.
Strano quando ti sei addormentata eri in un altro posto. Non
c'era tanta gente. Non c'erano questi colori, questa luce. Eri sola. Anzi, eri
solo. Sì, eri un uomo, un giovane cavaliere. Le tue ginocchia erano piegate, eri
raccolto in preghiera. Ti trovavi nella cappella di una chiesa gotica in
rovina. La volta era sfondata, in alto tremolavano stelle. Senti l'odore dei ceri
accesi. Quattro ceri su un altare, no, su un catafalco. Mio Dio! È morta, la tua
dolcissima amica è morta. C’è come una sottile collana di rubini sul suo collo:
gocce di sangue. Chi ha potuto uccidere una così compiuta damigella? Chi ha
osato troncare un fiore così raro? Chi è il feroce assassino? Chi? Ecco che
l'orribile verità si fa strada nella tua mente confusa: tua è la mano che
stringe la spada, tuo il braccio che vibra il corpo, tuo il grido selvaggio
carico d'odio e di disperazione. Solo tu, Acquario, puoi uccidere la tua
fanciulla adorata. La parte di te che più ami. Non farlo!

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