Outgrow:
/aʊtˈɡrəʊ/ 1. Diventare più grande o più alto di qualcosa. 2. Smettere di fare
qualcosa quando si matura.
Si
dice di cose, persone e idee che non ci calzano più bene, quando un tempo
invece ci stavano alla perfezione. Per i bambini si tratta di magliette e
scarpe, per gli adulti di relazioni e lavori. Considerare la parola, sapere
esprimere il concetto, è già una pratica liberatoria. In inglese bastano due
sillabe. All’inizio, la sensazione emerge come dilemma che disorienta: come mai
quello che prima avevo desiderato o che mi era così familiare, adesso mi va
stretto, mi soffoca o mi annoia? Può sembrare un voltafaccia verso ciò che in
fondo avevamo voluto, o una forma di slealtà. Ma non si tratta di rinnegamento,
solo di crescita, abbiamo incorporato un’esperienza. È un sollievo arrendersi
al cambiamento. Siamo diventati più grandi dell’ambiente o la persona che ci
stanno attorno. Bisogna fare un passo fuori, “out”, in un simbolico viaggio
nell’ignoto tanto terrificante quanto esaltante.
Cari Leone, crescete ‘fuori’ senza rimorsi.
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