Thank:
θaŋk/ 1. Esprimere gratitudine a qualcuno 2. Ironicamente, per biasimare
qualcuno per la responsabilità di un atto
Thank si è evoluto foneticamente da think. Ringraziare tra i rudi anglo-sassoni era un atto poetico: ritrovare
qualcuno tra i propri pensieri e donaglierli. Il nostro grazie ha un’altra
storia, di riconoscenza e restituzione simbolica, che in inglese trova forma
nella parola di derivazione latina grateful, dove c’è l’ammissione di un debito e di un obbligo, ma non
necessariamente il pensiero. Vorrei salvare questa parola dalla mera cortesia,
dal sarcasmo, dai convenevoli, e ridarle il dovuto peso come gesto poetico di
civiltà, perché se non sai dire grazie non posso avere con te un dialogo
autentico. Per me, migliaia di anni dopo, thank you - di quelli detti
guardandosi negli occhi - resta ancora al centro delle relazioni umane; è una
parola che mi commuove. Cari Vergine, riconoscere un debito non è
sufficiente. È vero che è il pensiero che conta, ma il pensiero, per arrivare, deve materializzarsi in
parole e azioni.
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