Secondo studi condotti dal pediatra britannico Winnicott i bambini correttamente alimentati ma deprivati di interazioni e contatti possono letteralmente morire di fame. Salimbene de Adam, storico del XIII secolo, descrive un esperimento ideato da Federico II di Svezia per rispondere all’annosa questione di quale sia la lingua umana originaria. Si decise di far nutrire regolarmente un gruppo di neonati in assoluto silenzio, i piccoli furono toccati il minimo indispensabile alle cure igieniche al fine di eliminare la possibilità di interazioni linguistiche con le nutrici. Salimbene narra che quei bimbi non parlarono né in ebraico, né in egiziano, né in alcun’altra lingua: l’assenza di contatto fisico li condusse alla morte. Questo racconto trova riscontro in un esperimento condotto durante la seconda guerra mondiale, negli Stati Uniti, in cui si osservarono 91 neonati abbandonati in orfanotrofio, nutriti regolarmente ma con scarsi contatti interpersonali. Dopo 3 mesi i bimbi svilupparono una grave apatia, inespressività del volto e ritardo motorio. I piccoli entravano in uno stato che il ricercatore paragonò al letargo: se ne stavano immobili nei lettini. Entro la fine del secondo anno di vita, il 37% dei bambini, pur essendo stati alimentati correttamente, morì. Cari Cancro, questo racconto spiacevole serve a ricordarvi l’importanza degli abbracci, del contatto e dell’espressione fisica dei sentimenti di amore e di apprezzamento. Forse, voi per primi, soffrite di una certa carenza di contatto fisico di cui ancora non avete preso coscienza. Se così fosse, dovete chiedervi se non siate i primi ad essere respingenti privandovi di ciò che più vi nutrirebbe.

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