L’istinto e l’intuizione sono due cose diverse: l’istinto attiene al cervello rettiliano e risponde alla percezione dei bisogni primari, serve a preservare la specie e all’autoconservazione. L’intuito è il linguaggio dell’anima, arriva da un piano superiore, dal Sé Superiore direbbero alcuni, è un messaggio animico ossia che arriva dalla nostra anima. L’istinto risiede nella pancia, l’intuizione nel cuore. Sono entrambi importantissimi e svolgono un ruolo fondamentale ma è importante saperli distinguere e metterli al nostro servizio. Una delle tecniche più efficaci per coltivare l’intuizione è la meditazione ossia la capacità di fare spazio dentro noi, attraverso il silenzio e la concentrazione, per cogliere le intuizioni. Le intuizioni (come anche gli istinti) non sono mai casuali ma hanno sempre uno scopo e servono ad avviare un processo creativo, non in senso di opera artistica ma nel senso di dare vita a qualcosa di nuovo. Cari Leone, questa settimana vi invito ad esercitarvi nell’intuizione, coltivando un vuoto interiore che vi permetta di ascoltare i messaggi della vostra anima.

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