Cari Pesci, grande è la ferita relativa alle vostre risorse, risorse che avete sempre l’impressione (direi la convinzione) di non avere. La vostra la chiamerei una ‘ferità di povertà’ o la ‘sindrome del miserabile’, l’eterna lotta legata alla sopravvivenza di chi è sempre all’inseguimento di qualcosa senza raggiungerlo mai. Deve essere frustrante e anche stancante vivere una vita di rincorse. Ma il punto cruciale di tutto questo è che voi siete fallimentari in una sola cosa: riconoscere il valore che avete. Alcuni di voi, più presuntuoselli (non molti in effetti) diranno di no, che sanno quanto valgono e che è fuori che mancano le opportunità. Ma se sapete qualcosa di spiritualità evolutiva (o anche solo di fisica quantistica) sapete che questo non è possibile (e per tutti gli altri, continuate a crederci se volete, ma così le cose non cambieranno mai). Non è possibile perché il mondo risuona in base a noi a quello che noi mettiamo in campo, e se le opportunità non arrivano è perché noi, in fondo in fondo non ci crediamo, non tanto nelle opportunità quanto in noi stessi. Questo lo dico non certo per farvi sentire in colpa o aggiungere alla frustrazione di non ottenere ciò che volete, anche il peso di averne la responsabilità. Lo dico per ricordarvi che avete un grande potere nelle vostre mani che non state sfruttando. Ed io sono convinta che il modo migliore (forse l’unico?) di usare quel potere è riconoscere quante capacità, talenti, abilità e attitudini avete e crederci davvero. Il vostro vero lavoro è quello di cominciare a darvi un vero valore (scusate il gioco di parole). E come dice una mia cara amica: hai detto prugna! Si beh, nessuno ha detto che sia facile, ma le cose importanti raramente lo sono. Finché continuerete a non vedere quanto valete, quali possibilità avete, rimarrete incastrati in un loop temporale che vi ripropone sempre la stessa solfa. Voi siete quelli che hanno un assegno da un milione di euro ma non vogliono fare la fila in banca per riscuoterlo (e vi lamentate perché non vi hanno fatto un bonifico!). Basta lamentarsi, basta perder tempo, basta trovare elaborate e ragionevoli scuse che nessuno potrà mai contraddire ma che non sono che il 10% dei motivi che non vi stanno dando quello desiderate. Dovete poggiare i piedi per terra, smettere di sacrificarvi per gli altri e cominciare a sacrificarvi per voi stessi, stressandovi anche un po', ossia correndo il rischio di uscire dalla vostra zona confort e coltivando la fiducia che potete riuscire in cose che non vi sembrano possibili, che non rientrano nelle vostre corde e che fino ad ora avete etichettato come fuori dalla vostra portata.

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