Ci sono due modi di percepire uno stato di solitudine: sentirsi soli o sentirsi liberi. La condizione è la stessa, siamo soli, eppure può generare sentimenti diametralmente opposti. Credo che la principale discriminante sia quanto bene stiamo con noi stessi. Quando non siamo in pace, oserei dire in amicizia, con noi stessi, la condizione di solitudine genera sconforto, sofferenza ed è sicuramente spiacevole. Ma quando la nostra relazione con noi stessi è sana allora un periodo di solitudine può essere una benedizione del cielo. Naturalmente, non mi riferisco a una solitudine esistenziale o assoluta, quella solitudine che oltre che fisica è fatta di mancanza di affetti o relazioni significative; siamo esseri sociali e abbiamo bisogno degli altri. Mi riferisco a un periodo, più o meno lungo, in cui ci ritroviamo da soli, per scelta o per circostanze. Sapere stare da soli è tra le competenze più importanti per un essere umano, perché presuppone una sana scelta relazionale; presuppone che le persone di cui scegliamo di circondarci siano persone che ci piacciono davvero e non tappi per buchi che ci portiamo dentro (e che prima o poi, inevitabilmente, salteranno). Molti sostengono di saper stare da soli ma, onestamente, io conosco pochissime persone capaci davvero di stare con sé stessi per periodi che vadano oltre la mezza giornata. Pochi, per esempio sono in grado di andare al ristorante da soli; raramente incontrerete qualcuno da solo al cinema e praticamente nessuno va in vacanza per conto suo. Stare da soli ci fa sentire indifesi, a volte strani; ma più di tutto, stare da soli significa stare con sé stessi e quella è la sfida più grande. Cari Acquario, voi sapete stare da soli? Sapete godervi la vostra compagnia? Sapete fare i conti col silenzio, con le voci interiori che si palesano, con i vostri interessi o l’assenza di essi? Immagino questo mese come un grande specchio che vi si para davanti e vi mette al cospetto di voi stessi. Il mio consiglio, prima di partire subito con le critiche spietate verso tutto ciò che vedete e non vi piace, è di allungare la mano, presentarvi a voi stessi, e cominciare il lungo e inestimabile viaggio per imparare a godere di voi, della vostra compagnia, e di un’amicizia che, una volta stabilita, vi accompagnerà fino alla fine dei tempi.

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