Per voi, questo mese, ho in serbo un estratto dal Libro Rosso di C.G.Jung: «Voglio essere povero e spoglio, voglio restare nudo di fronte all’inesorabile. Voglio essere il mio corpo nella sua povertà. Voglio appartenere alla terra e vivere la sua legge. Voglio essere il mio animale umano e accettarne tutte le paure e i piaceri. Voglio passare attraverso lo strazio e la beatitudine di colui che stava, solo, sulla terra baciata dal sole, con un povero corpo indifeso, preda dei suoi istinti e delle bestie feroci in agguato, di colui che era atterrito dagli spiriti e sognava dèi lontani, di colui che apparteneva a ciò che era vicino e a cui fu nemico ciò che era lontano, di colui che accendeva il fuoco con le pietre e le cui greggi furono rubate da potenze sconosciute che distrussero anche ciò che aveva seminato nei suoi campi, di colui che non sapeva e non conosceva, ma che ha vissuto le cose più prossime a cui toccarono per grazia le cose più distanti. Era un bambino, insicuro e tuttavia pieno di sicurezza, debole eppure dotato di forza inaudita.» Anche voi, io credo, siete bambini insicuri e tuttavia pieni di sicurezza, fragili eppure dotati di forza inaudita. Siete pieni di contraddizioni, di luci e di ombre, solo che le luci spesso non emergono o non le vedete perché mi muovete quasi sempre nel sottobosco. E il sottobosco è bello, ha un suo fascino, vi si trovano cose interessanti, come funghi rari e gustosi e colorati i frutti di bosco, ma ogni tanto c’è bisogno di una radura – di uno spazio, in cui correre liberi, aperto e soleggiato perché, credetemi, è sorprendente ciò che un raggio di sole può fare per un uomo. Cari Scorpioni, ecco quello che ho in serbo per voi: Dostoevskij (uno Scorpione) docet: sii il sole e tutti ti vedranno.
Questo mese ho un piccolo suggerimento per ogni segno, una
dritta se vogliamo o, meglio, una dritta che arriva da qualcun altro, qualcuno
che ne sa molto più di me, Laurie Anderson. Tienilo come un mantra per tutto il
mese, e ripetitelo in testa o a voce alta, prima di addormentarti.
La tua è: non è facile vedere le cose al crepuscolo.

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