28 lug 2019

CANCRO - 28 lug/3 ago 2019


Jill Bolte Taylor è una neuroanatomista sopravvissuta a una rara forma di ictus all’emisfero sinistro del cervello. Avendo avuto l’incredibile fortuna di poter raccontare la sua storia, ella parla della mente come di un giardino che l’universo ci ha affidato perché ce ne prendiamo cura. Dice: “Come essere indipendenti tocca a noi e a nessun altro, in congiunzione con il genio molecolare del nostro DNA e i fattori ambientali cui siamo esposti, riempire di fiori questo spazio dentro la testa. All’inizio possiamo avere poca voce in capitolo sui circuiti che ci crescono nel cervello ma, per fortuna, il DNA non è un despota (…) e i risultati obbligati non ben pochi. Qualunque giardino abbiamo ereditato possiamo decidere di coltivare i circuiti che vogliamo (…) e tagliare quelli di cui preferiamo fare a meno. Certo, è più facile estirpare le erbacce sul nascere (…) ma se mostriamo determinazione e perseveranza, anche l’arbusto più tenace, privato di nutrimento, finirà per seccare.” Cari Cancro, coltivate la vostra mente. Quello che pensate è la vostra realtà.

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