Flaiano diceva che il contrario di una verità non è per
forza un errore, perché ogni verità può avere per contrario un’altra verità
altrettanto valida, e l’errore un altro errore. Gli opposti, dunque, non si
negano l’un l’altro ma coesistono nel loro essere sé stessi, e senza
l’esperienza vissuta degli opposti, non ci può essere l’esperienza della
totalità. Ogni affermazione che noi pronunciamo implica l’affermazione
contraria; tutti i nostri sentimenti sono confusi con i loro contrari perché,
come dice Simone Weil, siamo contraddizione perché siamo Dio e, al tempo
stesso, infinitamente altro da Dio.
Forse l'errore è nella dicotomia, nel voler separare il bene
dal male, perché amputando la realtà non le permettiamo di esistere.
Due maestri vengono portando in dono le contraddizioni per
aprirvi la mente e cambiare il vostro modo di pensare, le vostre prospettive. Una
discesa è tale solo quando la si affronta dall'alto ma, per sua natura, non può
esimersi dall'essere anche salita. Il bene e il male sono due facce della
stessa medaglia, e per quanto vi sforziate di ignorarla, l'altro lato della
medaglia continua a esistere a contatto con la pelle. Se volete diventare
interi, non potete continuare a raffinare. Non c'è interezza con la depurazione.
Smettete di cercare l'Eden, l'Eden ha creato il peccato originale. Le risposte
e la pace interiore, derivante da una comprensione che non può essere
comunicata, sono tutte cose che verranno col tempo.
Ora avete due strade davanti a voi, e la scelta determinerà
il risultato; è un bivio: fiducia o chiusura. La strada che prenderete darà
l'impronta al tempo che segue. Fidarsi o chiudersi, a voi la scelta. Fate la
vostra scelta lasciando che il cuore vi sostenga, che diventi una culla, un
terremoto di estrema dolcezza, un vento leggero che vi solleva più in alto. Quest’anno
potete tornare a splendere e riprendervi il potere, ma dovete prima impegnarvi,
praticare la disciplina, accettare i limiti della realtà e lasciare che il Cielo
faccia il resto. Dovete impegnarvi e affidarvi, sforzarvi e accogliere. Programmare
e festeggiare l’imprevisto. Gli opposti, ricordate? Quello che non potete fare
è scegliere cosa è giusto e cosa non lo è. L’Universo non ci mette di fronte
agli ostacoli per incasinarci la vita, ci mette di fronte agli ostacoli per
insegnarci a fidarci di noi. La vita ci contraddice per educarci ad ascoltare
noi stessi. Quando patiamo una delusione, non sappiamo mai se si tratta della
conclusione della vicenda che stiamo vivendo o l'inizio di una grande avventura.
Quindi fate del vostro meglio, il vostro meglio sarà abbastanza, e poi restate
immobili e aspettate che il miracolo avvenga.
Il vostro compito, come diceva Neruda è praticare, giorno
per giorno, l’ardente pazienza che porterà al raggiungimento di una splendida
felicità. A volte, certe benedizioni si manifestano mandando in frantumi tutti
i vetri, altre sognando ad occhi aperti. Voi non sapete sotto quale spoglie si
presenteranno le sfide e le vittorie. Ma potete essere casa, nido, un albergo
in cui ogni giorno entrano ospiti inaspettati: accoglieteli tutti col sorriso
sulle labbra e invitateli a entrare, fosse anche l'ospite più sgradevole che vi
butta all'aria l'arredamento, perché forse sta facendo spazio a qualcosa di
nuovo. Ciò che conta, d’altronde, non è l'enormità del compito da svolgere, ma
la grandezza del coraggio. Siate specchio che non discrimina, ma semplicemente
riflette. Praticate la pazienza indomita sulla base di un’incrollabile fiducia
e troverete una quiete dell'anima, un'oasi, una cura che lenisce come una pezza
fresca sulla fronte quando hai la febbre alta. Gustate il silenzio dove prima
c'era rumore assordante, sorsi d'acqua fresca nella calura estiva, riposo dei
sensi, tregua, la pacificazione della mente-cuore. Crescete incontro alla vita
tra lunghe falcate e passi incerti; le soste lungo il percorso diventano sempre
più frequenti al punto da domandarvi se non siano in fondo le soste il senso
ultimo di questo viaggio, piuttosto che il viaggio stesso o la meta. La meta è
forse fermarsi e contemplare, è forse la pausa tra attimo e attimo. E ricordate:
a volte, l’unica cosa che c’è da fare è rinunciare al controllo perché, che lo
vogliate o no, Dio si presenta, e viene a dirvi che tutto è splendido ma la cosa
più splendida è il vostro cuore: un palazzo pieno di stanze, un porto, un
crocevia, un abisso.

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