17 feb 2026

Ariete - oroscopo 2026


Vocatus Atque Non Vocatus Deus Aderit 
(Chiamato o no, Dio appare – Oracolo di Delfi)

 

Vuoi aprire a chi sta bussando? Questa è la domanda che il 2026 vi consegna. Qualcuno è arrivato alla vostra porta e chiede asilo. Sono in due. Uno è arcigno ma saggio, l’altro folle ma divino. Sono qui per voi. Portano in dono contraddizioni e controsensi per ricordarvi l’importanza degli opposti. Non possiamo sapere di essere sazi finché non abbiamo provato la fame, così come non possiamo apprezzare la felicità se non abbiamo mai conosciuto la tristezza. Esiste una simmetria nell'universo e nella natura, qualcosa di unico e avvolgente che ci permette di assorbire un sentimento soltanto quando abbiamo conosciuto il suo opposto. Questo è l’anno degli ossimori, dei contrari e degli opposti che riunendosi riportano all’unità. Ordine e confusione, disciplina e libertà, controllo e fede.

Flaiano diceva che il contrario di una verità non è per forza un errore, perché ogni verità può avere per contrario un’altra verità altrettanto valida, e l’errore un altro errore. Gli opposti, dunque, non si negano l’un l’altro ma coesistono nel loro essere sé stessi, e senza l’esperienza vissuta degli opposti, non ci può essere l’esperienza della totalità. Ogni affermazione che noi pronunciamo implica l’affermazione contraria; tutti i nostri sentimenti sono confusi con i loro contrari perché, come dice Simone Weil, siamo contraddizione perché siamo Dio e, al tempo stesso, infinitamente altro da Dio.

Forse l'errore è nella dicotomia, nel voler separare il bene dal male, perché amputando la realtà non le permettiamo di esistere.

Due maestri vengono portando in dono le contraddizioni per aprirvi la mente e cambiare il vostro modo di pensare, le vostre prospettive. Una discesa è tale solo quando la si affronta dall'alto ma, per sua natura, non può esimersi dall'essere anche salita. Il bene e il male sono due facce della stessa medaglia, e per quanto vi sforziate di ignorarla, l'altro lato della medaglia continua a esistere a contatto con la pelle. Se volete diventare interi, non potete continuare a raffinare. Non c'è interezza con la depurazione. Smettete di cercare l'Eden, l'Eden ha creato il peccato originale. Le risposte e la pace interiore, derivante da una comprensione che non può essere comunicata, sono tutte cose che verranno col tempo.

Ora avete due strade davanti a voi, e la scelta determinerà il risultato; è un bivio: fiducia o chiusura. La strada che prenderete darà l'impronta al tempo che segue. Fidarsi o chiudersi, a voi la scelta. Fate la vostra scelta lasciando che il cuore vi sostenga, che diventi una culla, un terremoto di estrema dolcezza, un vento leggero che vi solleva più in alto. Quest’anno potete tornare a splendere e riprendervi il potere, ma dovete prima impegnarvi, praticare la disciplina, accettare i limiti della realtà e lasciare che il Cielo faccia il resto. Dovete impegnarvi e affidarvi, sforzarvi e accogliere. Programmare e festeggiare l’imprevisto. Gli opposti, ricordate? Quello che non potete fare è scegliere cosa è giusto e cosa non lo è. L’Universo non ci mette di fronte agli ostacoli per incasinarci la vita, ci mette di fronte agli ostacoli per insegnarci a fidarci di noi. La vita ci contraddice per educarci ad ascoltare noi stessi. Quando patiamo una delusione, non sappiamo mai se si tratta della conclusione della vicenda che stiamo vivendo o l'inizio di una grande avventura. Quindi fate del vostro meglio, il vostro meglio sarà abbastanza, e poi restate immobili e aspettate che il miracolo avvenga.

Il vostro compito, come diceva Neruda è praticare, giorno per giorno, l’ardente pazienza che porterà al raggiungimento di una splendida felicità. A volte, certe benedizioni si manifestano mandando in frantumi tutti i vetri, altre sognando ad occhi aperti. Voi non sapete sotto quale spoglie si presenteranno le sfide e le vittorie. Ma potete essere casa, nido, un albergo in cui ogni giorno entrano ospiti inaspettati: accoglieteli tutti col sorriso sulle labbra e invitateli a entrare, fosse anche l'ospite più sgradevole che vi butta all'aria l'arredamento, perché forse sta facendo spazio a qualcosa di nuovo. Ciò che conta, d’altronde, non è l'enormità del compito da svolgere, ma la grandezza del coraggio. Siate specchio che non discrimina, ma semplicemente riflette. Praticate la pazienza indomita sulla base di un’incrollabile fiducia e troverete una quiete dell'anima, un'oasi, una cura che lenisce come una pezza fresca sulla fronte quando hai la febbre alta. Gustate il silenzio dove prima c'era rumore assordante, sorsi d'acqua fresca nella calura estiva, riposo dei sensi, tregua, la pacificazione della mente-cuore. Crescete incontro alla vita tra lunghe falcate e passi incerti; le soste lungo il percorso diventano sempre più frequenti al punto da domandarvi se non siano in fondo le soste il senso ultimo di questo viaggio, piuttosto che il viaggio stesso o la meta. La meta è forse fermarsi e contemplare, è forse la pausa tra attimo e attimo. E ricordate: a volte, l’unica cosa che c’è da fare è rinunciare al controllo perché, che lo vogliate o no, Dio si presenta, e viene a dirvi che tutto è splendido ma la cosa più splendida è il vostro cuore: un palazzo pieno di stanze, un porto, un crocevia, un abisso.



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