17 feb 2026

Sagittario - oroscopo 2026


Gnōthi sautón
(Conosci te stesso - iscrizione sul Tempio di Apollo)

 

Chi sono io? Cari Sagittario, questa è la domanda che il 2026 vi consegna. Il primo indizio è che il passato non conta più. Ciò che siete non dipende da ciò che siete stati. O non siete stati. Non dipende da ciò che vi è stato dato o non vi è stato dato. Da ciò che accade o non accade. Il secondo indizio è: le navi non affondano perché hanno l'acqua attorno, le navi affondano perché l’acqua entra dentro di loro. Dunque, non lasciatevi trascinare sul fondo da ciò che accade attorno a voi. Ti pare facile, direte voi. No, non dico che sia facile, dico però che è possibile. Se stabiliamo il futuro solo sulla base del passato, mettiamo dei limiti invalicabili all’immaginazione e ci destiniamo ad un'unica possibilità. Il 2026 vi chiede di andare alla ricerca di voi, della vostra identità, forse una nuova identità, forse quella vera o quella che ancora non avete scoperto. È il tempo del divenire. Esistere, essere, divenire. Non basta esistere, bisogna essere per divenire. E voi siete nella fase del divenire, ma dovete accertarvi di saper ‘essere’ tutto ciò che è necessario essere e per farlo dovete lasciare andare la mente inferiore.

Il terzo indizio è: gli alieni cercano di contattarvi per insegnarvi nuovi linguaggi, linguaggi che, come nel film Arrival, vi mostrino come essere contemporaneamente, sempre, ovunque e in ogni tempo. Quest’anno il vostro Signore, Giove, vi bussa alla porta. Avete intenzione di aprirgli o continuerete ad ascoltare le voci suadenti ma ingannevoli della mente inferiore? Avete bisogno di imparare come tradurre i segnali in verità, e la logica, il pensiero, le impalcature di convinzioni su cui costruite la vostra realtà, non sono capaci di farlo. Le impalcature vanno buttate giù e una nuova struttura di linguaggio va creata. Se volete interrompere la battaglia che imperversa fuori di voi, dovete smettere di cercare una spiegazione logica, dovete smetterla di lamentarvi delle ingiustizie, e cominciare a chiedervi se quelle che sembrano ingiustizie non siano, a tutti gli effetti, aiuti mascherati o, quanto meno, messaggi importanti, insegnamenti preziosi, opportunità. Si tratta di trovare un senso, una ragione, ma questo senso non può capirlo il pensiero comune, serve un nuovo modo di leggere le cose, di raccontarsi le storie, o di non raccontarsele, di stare, di vivere, di affrontare, di fare esperienza, e l’esperienza non è ciò che ci accade ma ciò che facciamo con ciò che ci accade. Lasciate al tempo il compito di spiegare gli eventi, voi vivete come un surfista in attesa dell’onda perfetta che, vi assicuro, sta arrivando. 

Vedete, tutti otteniamo sempre ciò che chiediamo, il problema è che prima di ottenerlo raramente siamo consapevoli di averlo chiesto, e allora ci lamentiamo col destino, la vita, la sfortuna. È vostro diritto lamentarvi, non dico di no, dico di andare però oltre, perché il linguaggio definisce i confini della realtà che viviamo e più ci raccontiamo la storia che non ci piace, più quella storia prende forma, forza, vigore. Voi invece dovete allargarvi. Prendervi spazio. Produrre arte. Esprimere voi stessi creando una realtà alternativa che si nutra di fiducia e non di ragione. Di possibilità e non di prove. Usate il pensiero creativo, al posto di quello ossessivo, controllante, logico. Dovete creare, ma creare da dentro, non con la mente. Usate la mente per le questioni pratiche ma poi chiudetela in un cassetto e connettetevi con un piano superiore dove la realtà è un’illusione che diventa concreta solo per gli aspetti che riuscite a comprendere. E quindi, più comprenderete, più potrete modellare la vostra realtà lasciando andare le convinzioni su come appare. 

Potete essere fiore che, fregandosene di come dovrebbero essere le cose, decide di fiorire prima, per godersi l'inverno. Dovete smettere di voler essere coerenti a tutti i costi. L'uomo che vuole sempre essere coerente nel suo pensiero e nelle sue decisioni morali – dice Aldous Huxley – o è una mummia ambulante, o, se non è riuscito a soffocare tutta la sua vitalità, un monomaniaco fanatico. E voi non siete né mummie né fanatici. Siete anime in divenire e, se posso permettermi, avete fatto un ottimo lavoro fin qui, ma non basta. Ora potete spiccare il volo.

Nel Tarot, c’è sempre il Diavolo prima della Maison Dieu, a ricordare che prima di accedere al tesoro c’è sempre una prova da superare. Ogni tesoro ha il suo test che è sempre la capacità di dire di no alla tentazione, come Siddharta con Māra che tentava di distoglierlo dal risveglio. Anche voi siete sul cammino del risveglio e quindi dovete aspettarvi che Māra si palesi, e chiedervi: quale tentazione è più forte del sentirsi vittime delle circostanze? È così che Māra vi convince di non avere potere, di essere inermi, deboli, impotenti. Ma sapete cosa vi dico? A volte l'eroe muore. E lascia la principessa da sola, a brandire la spada, a uccidere il mostro e a conquistare la corona. Una corona sbilenca, forse, ma pur sempre la vostra corona. Non sembrerà il massimo, ma è sempre questione di punti di vista. Sappiate che quella corona vi aspetta. Ora forse, non ha una grande attrattiva per voi. Ma solo perché ancora non l’avete conquistata. Appena l’avrete tra le mani, e tutto si ricucirà come un puzzle completato, allora… bè, allora, posso assicuravi che quella corona sarà tutto ciò che conta. Il tesoro più grande. Ma dovete accogliere Giove, farlo entrare, e ascoltare quello che ha da dirvi e che ancora non avete capito: la mente mente. Ciò di cui siete convinti è la vostra più grande illusione. 

Tutto ha un senso, e il fatto che ancora non lo abbiate colto non significa che non esista. Siete potenti. Dovete imparare a usare un linguaggio diverso per descrivere voi stessi e il mondo. Dovete davvero imparare ad affidarvi. L’universo sa. Voi no. E se non permettete a una realtà diversa di apparire, rimarrete prigionieri di voi stessi. Ma se, invece, saprete cambiare sguardo “Egli renderà ancora il sorriso alla tua bocca, sulle tue labbra metterà canti d'esultanza” (Giobbe 8:21). Infine, ecco un ultimo un suggerimento: le giornate difficili, vanno chiuse con carboidrati e poca grazia!


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