17 feb 2026

Leone - oroscopo 2026


La terra e il mare
dentro la tua persona –
che bel pianeta 

(Diego Manca)


Un ospite importante sta per farvi visita, tra breve, ma non ancora. Potete, tuttavia, prepararvi ad accoglierlo, cominciando a fare pulizia (nella vostra mente), predisponendo l’ambiente (il vostro cuore) affinché possa sentirsi accolto con la trepidazione che merita, e ricordandovi di lasciare la porta accostata (una retta attenzione), per far sì che si senta benvenuto e atteso. Verrà di notte, nella mano una lanterna, come l’Eremita dei tarocchi, portando doni, luce e possibilità. Ma nella vita nulla accade senza la nostra partecipazione. L’Universo ci chiede sempre una presa di responsabilità, una volontà attiva, come a dire che per vincere alla lotteria dobbiamo almeno comprare il biglietto.

Per questo vi chiedo di iniziare a predisporre l’accoglienza del viaggiatore errante dal sorriso contagioso, che è in procinto di bussare alla vostra porta. È reduce da un viaggio oltre i confini conosciuti, potete forse già scorgerlo all'orizzonte, e porta con sé un sacchetto pieno di semi rari che è pronto a darvi in custodia. Può sicuramente aiutarvi a piantarli ma sarà solo vostro compito curarne la crescita. Egli si tratterrà il tempo necessario a consegnarvi ciò di cui avete bisogno e incoraggiarvi a farne qualcosa, per non lasciare che marciscano sul piano della cucina, abbandonati distrattamente come spesso accade. Il vostro ospite sarà lì per mostrarvi le infinite possibilità che tra pochi mesi si apriranno davanti a voi. Tuttavia, cogliere queste opportunità non è cosa scontata, né certa. Qualunque tesoro di cui veniate in possesso risulta inutile se lasciato a giacere chiuso in cassaforte.

La peculiarità di questi semi consiste nel potere della creazione che risiede innanzitutto nella presa di coscienza della vostra unicità. Fintanto che continuerete a lasciarvi irretire dalla tentazione di paragonarvi agli altri, il vostro ego sarà troppo occupato a disegnare classifiche in cui posizionarsi, per ricordarsi di tenere acceso il fuoco creativo che vi alimenta. Ed esso, ahimè, potrebbe spegnersi tragicamente. Il potere creativo è il più grande potere esistente, è paragonabile a una bacchetta magica con la quale possiamo materializzare qualunque cosa. Non è dunque un peccato capitale lasciare che si spenga sull’altare del bisogno di essere i migliori? O i peggiori, anche. Perché l’ego non è interessato solo a surclassare gli altri, si accontenta di distinguersi, foss’anche in negativo. Per questa ragione si acquatta negli anfratti più remoti, mimetizzato tra le migliori delle intenzioni, per poi devastare interi territori, vere e proprie contrade, pur di sfamarsi. Questa fame bulimica, che non ha fondo né fine, riduce l’Altro a un nemico da battere, uno schiavo da asservire o un padrone cui sottomettersi. O, nella migliore delle ipotesi, un ammiratore da non scontentare. Avete dunque bisogno di riscoprire il valore della relazione non come specchio deformante ma come incontro, che è scambio e dono.

A tal proposito dovrete imparare che ogni relazione è un contratto e ogni contratto ha delle regole, che col tempo vanno rinegoziate, perché man mano che le persone si conoscono è necessario allargare e restringere le clausole del contratto stipulato. Tuttavia, la relazione con l’altro non è l’unico contratto vigente; anche vivere con sé stessi è un contratto, un contratto a vita, che va rinnovato di continuo: chi sono io adesso? Chi voglio essere fra tre mesi? E tra sei? Chi voglio essere tra dieci anni? Cosa amo di me in questo momento? Cosa voglio coltivare dentro di me? Queste, e molte altre domande, andrebbero poste ciclicamente per rivedere i termini del contratto stipulato con voi stessi, al fine di assicurarvi che essi siano ancora in linea con ciò che siete e che volete diventare e – ancor più importante – per non permettere che il contratto con altre persone logori e consumi quello che avete con voi stessi.

Ogni relazione alimenta una forza e una debolezza dentro di noi, per questo è indispensabile che voi impariate a vedere meglio voi stessi per discernere, con la cura necessaria, le relazioni che volete coltivare, scegliendo quelle che alimentano il vostro valore, la vostra bellezza e i vostri talenti. Per farlo dovrete illuminarvi perché, come dice il Vangelo: La cosa migliore che puoi fare per gli altri è splendere. È necessario, tuttavia, anche ricordare che vi sono due tipi di luce, la luce che illumina e il bagliore che oscura, e offuscare gli altri per illuminare sé stessi non è la via che conduce alla Gloria. La ricerca di sé non è una gara. Non ci sono rivali né tantomeno nemici. Ma possono esserci alleati, ed è vostro compito cercarli, rimuovendo tutti gli ostacoli. Ecco, allora, che il 2026 può insegnarvi che la soluzione al conflitto tra l'Io e il Tu, è il Noi.

Pensate alle formiche: le formiche sono forti, e riescono a trasportare cose molto più pesanti di loro, ma quando una formica trova qualcosa di troppo, troppo, pesante da portare, chiama le altre formiche della colonia, fanno ponti con i loro corpi e insieme sollevano qualsiasi peso. Esse sanno che laddove una formica da sola non è abbastanza forte, c’è tutta la colonia pronta ad aiutarla. Come ha detto Helen Keller: Da soli possiamo fare poco. Insieme possiamo fare molto.

Cari Leone, nessuno si salva da solo. Ci salviamo l'un l'altro. Questa è la chiave per la sopravvivenza: trovare la nostra gente e tenercela stretta. E così, come in un cerchio che si chiude, come il simbolo alchemico dell’Uroboro, emblema del potere che divora e rigenera sé stesso, energia universale che si consuma e si rinnova di continuo, torniamo all’inizio del nostro discorso: per capire chi è ‘la vostra gente’, dovete prima capire chi siete voi. A tal fine, dovete illuminarvi e portare la vostra singolarità al massimo del suo potenziale perché, risplendendo, la vostra gente possa seguire la luce e trovare la strada che conduce a voi, e fare tribù, clan, famiglia, mondo.

Ecco il vostro 2026: una luce sta sorgendo per illuminare e illuminarvi. Solo voi potete trovare il coraggio e la sfacciataggine di mostrarvi al mondo, senza false modestie né seccante protervia. Siate, innanzitutto, fedeli a voi stessi, al vostro contratto. E ricordate che le cose più semplici possono essere incredibilmente efficaci, come le promesse fatte col dito mignolo, che forse la pace dentro di voi non arriva perché ancora non vi siete fatti promesse col mignolino. Siete spesso troppo impegnati a fare le cose in grande e dimenticate la massima di Michelangelo quando scriveva: Non ha l’ottimo artista alcun concetto c’un marmo solo in sé non circonscriva col suo superchio. Non c’è niente che dobbiate fare, inventare, aggiungere o raggiungere, dovete solo togliere il superchio (il superfluo) perché ciò che siete, nella sua bellezza, potenza e magia, è già lì, sepolto nella materia grezza di cui dovete liberarvi. A quel punto, troverete la vostra tribù, ma dovete prima trovare voi stessi. La rinascita è imminente. Venite alla luce. Splendete. E siate felici, perché quando siete felici, il mondo brilla attorno a voi e si illumina.


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