17 feb 2026

Toro - oroscopo 2026


«Il tetto si è bruciato: ora posso vedere la luna.» (Mizuta Masahide)

 

Sei pronto ad accogliere la quiete? Cari Toro, questa è la domanda che il 2026 vi consegna. Sentite, il vento cala, il mare si placa, l’elettricità nell’aria si assesta e tutto torna a respirare. Lentamente. Liberamente. In questi anni vi è stata data l’opportunità di apprende nuove abilità, di navigare nel mare in tempesta, di andare a ritmo con i fulmini e abituarvi al fragore assordante dei tuoni. Siete stati sufficientemente coraggiosi e pronti da mettervi in discussione e cogliere le opportunità che i cambiamenti, non sempre facili da gestire, vi hanno portato? O vi ritrovate col tetto di casa divelto a dormire sotto le stelle? In entrambi i casi, il cambiamento si è manifestato e anche dormire sotto il cielo stellato è un privilegio se vi permette di guardare la luna. Quindi adesso si tratta o di ricostruire il tetto con le nuove tecnologie che avete appreso, o di farlo alla vecchia maniera, rischiando di rientrare in schemi obsoleti e non adatti ad affrontare la prossima tempesta, quando ci sarà. Intanto, certamente, potete godervi la quiete: il cielo è terso, come sempre accade dopo una lunga tempesta. L’aria è piacevole. E gli uccelli, cinguettanti, sembrano darvi il bentornato. Ma come dopo un terremoto, i detriti vanno raccolti e buttati, per fare spazio a ciò che di nuovo va costruito, su basi tutte diverse. Siete pittori surrealisti, le regole del disegno classico non vi si addicono più, create soggetti campati in aria, siete Chagall, Magritte, tutto fluttua su nuvole, e dà vita a nuovi mondi, su cui dovete ancora imparare a muovervi ma che presto maneggerete con maestria se lasciate che il vecchio faccia concime per il nuovo.

Se continuate ad aggrapparvi, invece, c’è rischio di frana. Di fallimento. Guardate bene da cosa dipendete e liberatevene per essere fedeli a voi stessi, alle vostre vere radici, non quelle fasulle che tengono annodati, col giogo al collo, ma quelle autentiche che avete piantato voi stessi, col sudore della vostra fronte, e che sono cresciute e stanno crescendo sul campo della vostra essenza. Radici che si nutrono di ciò che siete, dei vostri talenti e non di ciò che gli altri si aspettano. Quelle che affondano nelle vostre aspirazioni e non quelle che si avvelenano abbeverandosi di ciò che avete paura di perdere, non riuscendo mai ad estinguere la sete.

Quest’anno voi siete l’archetipo della Giardiniera Gentile. Fate tana, nido, su quello che è rimasto dopo il disastro e lasciate semi, che facilmente fioriranno a patto che corrispondano a ciò che siete veramente. Abbiate fiducia, coraggio, nella possibilità che ciò che siete vi darà tutte le sicurezze che cercate. Non ci sono dubbi su questo. È vero, è importante sentire di appartenere a un luogo ma guardatevi attorno, voi appartenete a ogni posto, la terra è il vostro luogo. È qui che state navigando dal giorno in cui siete nati; dunque, non c’è ragione di aver paura di perdervi. Siete già a casa perché siete voi la vostra casa. Qualunque altro luogo (persona, situazione) che non vi garantisca la quiete che vi siete conquistati di diritto, è un luogo da lasciare, da cui allontanarsi. Questo può far paura, ve lo concedo, ma la paura non è altro che la soglia tra chi eravate e chi potreste diventare. E, certo, potete decidere di passare il resto della vostra vita evitando quella soglia, scegliendo il conforto di limiti conosciuti alla paura di affrontare una possibilità illimitata. Oppure, potete accorgervi che la tempesta è passata, l’aria è piacevole e voi avete imparato un milione di cose nuove che possono esservi utili adesso. Dovete solo metterle in pratica e non cadere nelle vecchie abitudini, quelle che tenteranno in tutti i modi di riportarvi ai vecchi schemi, di farvi credere che non avete scelta, che non ci sono altre possibilità.

E invece una possibilità c’è sempre ed è quella di non aspettare la prossima tempesta, ma essere tempesta. Potete ricostruire il tetto, sapete farlo, ciò significa che potete scegliere di farlo saltare in aria tutte le volte che desidererete guardare la luna. Nessuno può impedirvelo, tranne voi stessi. Tornare all'opzione più sicura è la cosa più facile, anche se vi ferisce, se ferisce una parte di voi, potete convincervi che valga ancora la pena provare, perché dentro di noi c'è un meccanismo biologico che ci fa temere l'ignoto. Ma ecco cosa vi dico: il 2026 è l’anno in cui potete imparare a guidare verso l'ignoto. Siete terra feconda. E ciò che amate vi ingravida, sempre.



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