"Le azioni amorevoli sono le pietre miliari del sentiero
spirituale."
In questa nuova dimensione, il controllo è inutile, inefficace e insensato. Potete solo fidarvi e procedere, sapendo di non essere più in territorio nemico e prendendo atto, finalmente, che le armi vi rallentano e basta. Quest'anno dovete andare alla ricerca di qualcosa di diverso, qualcosa che non brucia più come il fuoco ma che sorregge, come la terra attraversata da milioni di radici. Scrive Huxley: “Coloro che combattono, non per Dio in sé stessi, ma contro il diavolo negli altri non riescono mai a migliorare il mondo, ma lo lasciano com'era, o qualche volta peggiore di com'era prima che cominciasse la crociata.” Il tempo delle crociate è giunto alla fine. Il 2026 vi comunica che combattere non è più necessario, che abbiate vinto o perso, avete miglia e miglia da percorrere e potete lasciare il campo di battaglia. Il problema del risentimento è che cresce e si sviluppa attorno a ogni parte di noi, come l'edera, nutrendosi della rabbia finché non si amalgama a tal punto con noi, da diventare la nostra stessa essenza – incarnazione viva, vegeta e pulsante dell'odio. Non impiegate il vostro tempo a irrigare queste erbacce infestanti, lasciandole marcire e diffondersi, fino a spazzare via tutto il resto. Lasciate il campo della rabbia (che si nutre anche del bisogno di avere ragione) a seccarsi. E avviatevi per altri lidi, luoghi interiori di mistero e meraviglia dove anche solo una domanda può cambiare tutto, così come un sogno, un desiderio, una forza che vi abita dentro possono stravolgere quello che già credete di conoscere.
Il vero male mente, manipola, svilisce e sulla strada per compiere il proprio proposito, genera il caos. L’Amore invece è quiete che rigenera. Sa essere silenzioso. Perché anche solo esserci è un atto d’amore. Il vero amore – scrive Ungaretti – è come una finestra illuminata in una notte buia. Il vero amore è una quiete accesa. Ecco la vostra tregua, che forse è una pace perenne, deporre le armi, e diventare finestra illuminata nella notte buia, per farvi trovare la strada. Per farla trovare a voi, non a qualcun altro. Perché scendendo nel profondo, alla ricerca del vostro Graal, potreste temere di non ritrovare la strada, ma la strada siete voi e, se non vi lasciate distrarre dalle scaramucce, la finestra illuminata dell’amore vi farà sempre da bussola. Ricordate, come dice Huseyn Raza, noi siamo il nostro stesso dolore. Siamo la nostra stessa felicità. E siamo la nostra stessa cura. Combattere di fuori, non placherà la battaglia che imperversa dentro. Solo una consapevole e amorevole resa, potrà farlo. E se lungo la strada ricevete aiuto, accettatelo con garbo, e ricordatevi di fare lo stesso con chi ve lo chiede. Ma non dimenticate che il viaggio è il vostro, e nessuno può scendere con voi (né voi potete accompagnare gli altri nel loro), e che le stelle non brillano mai così intensamente come quando le guardi da solo.
Cari Vergine, andate nel bosco,
andate, perché se non andate nel bosco, nulla mai accadrà, e la vostra vita non
avrà mai inizio. E quando attraverserete quella soglia, per incontrare lo
sconosciuto, che è il luogo dove il vero Sé dimora sempre, ricordatevi di
lasciare l’ego fuori dalla porta. E se all'interno
degli occhi chiusi chiudete gli occhi un'altra volta, allora vi accorgerete che
anche le pietre sono vive.

Ecco, sono arrivate le lacrime perché tu mi leggi dentro e lo sai 🤍
RispondiEliminami dispiace per le lacrime... (o sono contenta?) Però sarebbe bello sapere chi sei... (anche se forse ho un'idea... che ha a che fare con l'alba...)
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